Trichoglossina tibetana n. sp.

(Figg. 20 e 101-102)

Materiale tipico:

Holotypus ♂, China: W-Sichuan, Ganzi Tibet. Aut. Pref. Yajiang Co., Shaluli Shan, 32 km WNW Yajiang, 4300 m, 30°08.07'N 100°42.38'E, 2.VII.1999, leg. A. Pütz (SMTD) .

Descrizione:

Lunghezza 3 mm. Corpo lucido e bruno, addome nero-bruno, antenne brune con i tre antennomeri basali rossicci, zampe giallo-brune con femori bruni. Secondo antennomero lungo quanto il primo, terzo più corto del secondo, quarto lungo quanto largo, quinto a decimo trasversi. Occhi molto più corti delle tempie. Reticolazione dell’avancorpo evidente, quella dell’addome superficiale, ma evidente solo sulla metà posteriore del quinto urotergo libero. Punteggiatura del capo fine ed evanescente. Granulosità di pronoto ed elitre fitta, fine e poco saliente, quella dell’addome fitta, fine e superficiale. Edeago figg. 101-102.

Comparazioni:

L’edeago della nuova specie è simile a quello di T. parasmetanai Pace, 1999 . Se ne distingue per l’undicesimo antennomero del ♂ lungo quanto i due precedenti antennomeri riuniti, mentre in parasmetanai l’undicesimo antennomero del ♂ è lungo quanto i tre precedenti antennomeri riuniti. L’incavo ventrale dell’edeago presso la «crista apicalis» è più ampio nella nuova specie che in parasmetanai e l’intercapedine apicale dello stesso edeago, in visione laterale, è lungo il doppio nella nuova specie rispetto quella corrispondente dell’edeago di parasmetanai .

Etimologia:

La nuova specie deriva il suo nome dal Tibet, ovviamente.